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14 febbraio 2022

San Valentino: le origini


Il 14 febbraio di ogni anno si festeggia San Valentino, la festa degli innamorati, ma io preferisco dire la festa dell'amore. E' una festa celebrata soprattutto in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente, ma quali sono le sue origini? 

Nell'antica Roma, in questo periodo dell'anno, si celebravano i Lupercalia, feste di origine arcaica legate al ciclo di morte e rinascita della natura, alla sovversione delle regole e alla distruzione dell'ordine, così da permettere alla società di purificarsi e rinascere. Erano accompagnate da rituali, maschere, cortei e in queste giornate i servi prendevano il posto dei padroni e i padroni dei servi, così da innescare quel meccanismo di rinascita e molti di questi rituali sono giunti fino ai giorni nostri grazie al Carnevale, influenzato però dalla morale cristiana.


(foto da Google)


Alcune pratiche arcaiche per la fertilità, legate ad una sfera antica e primordiale della sessualità umana, prevedevano che le matrone romane, con la finalità di ricevere una benedizione propiziatoria a riguardo, si offrissero spontaneamente in strada alle frustrate vibrate da gruppi di giovani uomini nudi con fascine di rami strette in spaghi, anche le donne incinte si prestavano volentieri convinte facesse bene al bambino. Questi uomini in quel momento assumevano la concezione ancestrale e divina della sessualità libera impersonata dal dio agreste Fauno Luperco. Nel tardo Impero Romano questi riti vennero definiti deplorevoli e banditi dai papi cristiani e fu proprio papa Gelasio I nel 496 d.C. ad istituire una festività dedicata all'amore romantico e privo di elementi espliciti legati alla sessualità, ma comunque rivolto alla fertilità e finalizzato alla riproduzione e la collegò alla protezione del santo Valentino.


(foto da Google)


C'è da dire, però, che l'origine della figura di San Valentino è controversa e l'associazione con l'amore romantico e gli innamorati molto probabilmente è posteriore. Esiste, inoltre, più di un santo di nome Valentino, tutti martiri e di tutti si hanno poche notizie.
Sembra che uno sia nato a Terni nel 176 d.C., protettore degli innamorati e per questo li guidava verso il matrimonio, li incoraggiava nel formare una famiglia e inoltre viene raccontata dalla letteratura religiosa che fosse il guaritore degli epilettici e difensore delle storie d'amore, soprattutto quando queste erano infelici: si narra abbia messo pace tra due giovani innamorati che stavano litigando con una rosa.


(foto da Google)


Il secondo, invece, sarebbe morto decapitato a Roma il 14 febbraio 274 perché stava celebrando il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano pagano Sabino. Siccome la giovane era molto malata, la cerimonia fu veloce e i due sposi morirono insieme durante la benedizione che Valentino stava facendo loro. Secondo molti sarebbe lo stesso vescovo di Terni, per altri sarebbe un altro martire cristiano e per altri ancora non sarebbe mai esistito.
Inoltre, famosa è la leggenda in cui si narra che il santo avrebbe regalato ad una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il matrimonio, senza la quale non si sarebbe potuto celebrare e di conseguenza la ragazza sarebbe stata esposta alla perdizione, perché priva di mezzi di sostentamento. Questo gesto del Santo ha portato a considerare il vescovo Valentino protettore degli innamorati.


(foto da Amazon)


Sembra però che l'interpretazione del giorno di san Valentino come festa degli innamorati sia da attribuire a Geoffrey Chaucer, l'autore dei "Racconti di Canterbury", il quale alla fine del 1300 nel poema di 700 versi "Il Parlamento degli uccelli" in cui affianca la figura di Cupido a San Valentino, fa coincidere questa ricorrenza alle nozze di Riccardo II d'Inghilterra con Anna di Boemia, anche se molti studiosi hanno messo indubbio questa tesi soprattutto perché sembra che la celebrazione sarebbe da collocarsi al 3 maggio, giorno dedicato ad un omonimo San Valentino di Genova.



(foto da Google)


Nonostante l'incertezza sull'evoluzione storica, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già nei primi secoli del II millennio. A Parigi venne fondato il 14 febbraio 1400 l'Alto Tribunale dell'Amore, che aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d'amore, ai tradimenti e alla violenza contro le donne, i cui giudici venivano selezionati in base alla loro familiarità con la poesia d'amore.
Bisogna anche considerare che a metà febbraio si iniziano a vedere i primi risvegli della natura e nel Medioevo, in Francia e in Inghilterra, si pensava che intorno a questa data cominciasse l'accoppiamento degli uccelli e per questo veniva associato alla festa degli innamorati.


(foto da Psico Passion Design)


In tempi moderni e contemporanei la festa di San Valentino si è caratterizzata per lo scambio di biglietti d'amore, decorati e/o sagomati con cuori e altre immagini legate all'amore, tradizione nata nei Paesi anglosassoni, ma che poi con il tempo si è diffusa anche altrove. Questa usanza poi ha iniziato a diventare secondaria quando si diffuse, a partire dagli Stati Uniti, lo scambio di regali come cioccolatini, fiori, gioielli e di altro genere.





31 ottobre 2021

Halloween: l'Irlanda e i Celti




Halloween

La festa di Halloween ha origini antichissime, nasce in Irlanda e non negli Stati Uniti come tutti pensano e corrisponde a Samharin, il capodanno celtico, al tempo in cui Erin era dominata dai Celti. E' stata poi esportata negli USA dagli emigrati irlandesi, i quali dovettero lasciare la loro terra a causa di una terribile carestia che imperversò nella metà XIX secolo per andare nel Nuovo Mondo.
Il nome deriva dalla forma contratta di "All Hallows's eve", dove "Hollow" in inglese arcaico significa "Santo", quindi "vigilia di tutti i Santi" (in inglese "Ognissanti"si dice "All Hallows' Day").
 

(foto da Google)

I Celti, a differenza delle altre popolazioni europee, erano un popolo prevalentemente di pastori e i ritmi della loro vita erano scanditi dai tempi imposti dall'allevamento, che sono diversi da quelli dei campi. Alla fine della stagione estiva i pastori riportavano i loro greggi a valle e si preparavano all'arrivo dell'inverno e quindi al nuovo anno, perché per i Celti non iniziava il 1° gennaio, come accade oggi, ma il 1° novembre, cioè quando terminava ufficialmente la stagione calda e iniziava quella fredda e delle tenebre. Durante l'inverno ci si rinchiudeva in casa per molti mesi per ripararsi dal freddo, si costruivano utensili e si trascorrevano le serate a raccontare storie e leggende e il passaggio dalla bella alla brutta stagione, quindi dal vecchio al nuovo anno, era celebrato con lunghi festeggiamenti. Lo Samhain deriva dal gaelico samhuinn e significa "Summer's end", fine dell'estate. 
In quel periodo dell'anno la comunità poteva riposarsi e ringraziare gli Dei in quanto avevano preparato precedentemente le scorte per l'inverno, assicurandosi i frutti dei campi e avendo nutrito il bestiame sui pascoli montani.
Questo avveniva con il Samhain, che serviva ad esorcizzare l'arrivo dell'inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità. L'importanza che la popolazione celtica attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo: era visto come un cerchio suddiviso in cicli e il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia.


(foto da Google)


L'avvento del Cristianesimo non ha cancellato del tutto questa festività, ma si è sovrapposta ad essa conferendo contenuti e significati diversi da quelli originari. Il tema principale della festa era la morte,  in simbiosi con ciò che accade in natura, perché durante la stagione invernale la vita sembra "morire", mentre in realtà si rinnova nel sottosuolo, dove tradizionalmente riposano i defunti. Da qui si comprende l'accostamento del Samhain al culto dei morti.
I Celti credevano che ogni 31 ottobre, vigilia del nuovo anno, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, i quali vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir Nan Ore e che, con il dissolvimento delle leggi del tempo e dello spazio, l'aldilà e il mondo terreno si fondessero insieme così da permettere agli spiriti di unirsi ai viventi e di vagare indisturbati sulla Terra. Samhain era una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all'allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell'accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. I Celti tornavano al villaggio mascherati grottescamente, facendosi luce con lanterne fatte con cipolle intagliate al cui interno venivano poste le braci del Fuoco sacro. Dopo questi riti festeggiavano per tre giorni mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.


(foto da Google)


In Irlanda si diffuse l'usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero fatto visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e per far sì che decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti vennero a contatto, l'evangelizzazione delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Halloween non fu completamente cancellata, ma cristianizzata tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.


(foto da Google)


Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l’avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali: diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall’abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del 1° Novembre. Il giorno seguente era, invece, disposto che fosse commemorato con un’Eucarestia offerta al Signore, usanza che si diffuse ben presto in tutta l’Europa cristiana, per giungere a Roma più tardi.
La Festa di Ognissanti, infatti, fu celebrata per la prima volta a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria. Successivamente, Papa Gregorio III stabilì che la Festa di Ognissanti fosse celebrata non più il 13 Maggio, bensì il 1° Novembre, come avveniva già in Francia. Fu circa nel IX secolo d.C. che la Festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV.
Fanno eccezione i cristiani Ortodossi, che coerentemente con le prime celebrazioni, ancora oggi festeggiano Ognissanti in primavera, la Domenica successiva alla Pentecoste.
L’influenza del culto di Samhain non fu, tuttavia, sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime dei defunti.

Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia, ancor oggi ricordata, e molte persone decisero di abbandonare l’isola per sfuggire alla povertà e tentar fortuna negli Stati Uniti, dove crearono, come molti altri popoli, una forte comunità. All’interno di essa vennero mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria e tra queste quella del 31 Ottobre celebrando Halloween. Ben presto, questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale.

Più recentemente, gli Stati Uniti grazie al cinema ed alla televisione hanno esportato in tutto il mondo i festeggiamenti di Halloween, contagiando anche quella parte dell’Europa che ne era rimasta estranea. In moltissimi film e telefilm spesso appaiono la famosa zucca ed i bambini mascherati che bussano alle porte. E molti, infine, sono i libri ed i racconti horror che prendono Halloween come sfondo o come spunto delle loro trame.


Negli Stati Uniti Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un’occasione per divertirsi e organizzare costosi e allegri festeggiamenti. Pare che ogni anno gli Americani spendano due milioni e mezzo di dollari in costumi, addobbi e feste per il 31 ottobre!

30 ottobre 2020

Halloween: tra leggenda e simboli



(immagine fonte internet)


Ciao a tutti, dopo 3 anni di assenza, eccomi di nuovo qui a riprendere in mano il mio blog e ho pensato di parlarvi di una festa che negli ultimi anni è diventata un vero e proprio evento: Halloween. In occasione di questa ricorrenza siamo soliti organizzare serate a tema, quest'anno purtroppo non sarà possibile a causa del Covid-19, speriamo di poterlo fare l'anno prossimo, però quanto ne sappiamo? Per noi è diventata una delle occasioni per divertirsi e festeggiare insieme ad amici e parenti e trascorrere una serata diversa dalle
altre.


Halloween è una festa di origine celtica, è stata esportata dagli immigrati irlandesi, scappati da un'epidemia di metà 800 che si era abbattuta nel loro Paese, negli Stati Uniti e qui nel XX secolo ha assunto le forme macabre e commerciali con cui è diventata famosa. Si è poi diffusa in molti Paesi del mondo influenzata dalle tradizioni statunitensi. 

La parola deriva dall'inglese arcaico "All Hallows' Eve" che significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", la vigilia di Ognissanti. Però secondo uno studioso, Renato Cortesi, l'origine andrebbe ricercata nella leggenda di Jack O' Lantern perché in inglese il verbo "scavare" è "to hollow", quindi "hollowing" l'atto di scavare; Jack è condannato a vagare nella notte per tutto il mondo solo con una zucca intagliata con dentro una candela. 


HALLOWEEN!



Vengono narrate e tramandate diverse varianti della leggenda del personaggio di Jack O' Lantern, ma quella più diffusa e conosciuta è quella di origine irlandese.

(fonte immagine Vanilla Magazine)


Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, durante una serata al pub, incontra il Diavolo e, a causa del suo stato d'ebrezza, rischia di lasciargli la sua anima. Astutamente Jack chiede al Demonio di trasformarsi in una moneta e promette la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack però mise rapidamente il Diavolo nel suo borsello accanto ad una croce d'argento, cosicché il Demonio non potesse trasformarsi di nuovo. Per farsi liberare il Diavolo promise a Jack che non si sarebbe preso la sua anima per i dieci anni successi e così egli lo liberò. 
Trascorsi i dieci anni, il Demonio si presentò di nuovo e Jack gli chiese di raccogliere una male da un albero prima di prendersi la sua anima e, al fine di impedire che il Diavolo scendesse dal ramo, furbamente incise una croce sul tronco. Solo dopo tanto battibeccare i due giunsero ad un accordo: il Diavolo avrebbe risparmiato la dannazione eterna a Jack in cambio della libertà. Purtroppo Jack durante la sua vita commise molti peccati, così tanti che fu rifiutato dal Paradiso quando morì e presentandosi all'Inferno venne cacciato dal Diavolo, il quale gli ricordò il patto. Il Demonio fu ben felice di lasciarlo errare come un'anima tormentata e quando Jack gli fece osservare quanto fosse buio e freddo, il Diavolo gli tirò un tizzone ardente che Jack posizionò all'interno di una rapa intagliata. Iniziò così a vagare senza tregua alla ricerca di un luogo in cui riposarsi.

Si dice che da allora nella notte di Halloween, aguzzando bene la vista, si possa vedere una fiammella vagare nell'oscurità alla ricerca di una casa.

     
(fonte internet Post Spritzum)


Questa festa è anche molto ricca di simboli che derivano da diverse fonti come i costumi nazionali, le opere letterarie; include temi legati alla morte, al male, all'occulto, ai mostri e il loro sviluppo si è formato nel tempo. 

Tra questi troviamo: la zucca intagliata, la formula trick-or-treat usata dai bambini, i costumi, le sfilate.

La zucca di Halloween viene chiamata con il nome di Jack O' Lantern nei paesi anglofoni ed è uno degli oggetti e simboli principali della festività. Questo usanza di intagliare zucche, con un sorriso spaventoso e grottesco e al cui interno viene inserita una candela cosicché si possano vedere i tratti intagliati al buio, risale alla tradizione di intagliare rape per farne delle laterne, come fa anche Jack nel racconto, con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata utilizzata ad Halloween in Irlanda e in Scozia, però gli immigrati irlandesi negli Stati Uniti usarono la zucca, originaria del posto e disponibile in quantità maggiore, e questa tradizione risale al 1837, era associata al tempo del raccolto, mentre fu associata ad Halloween verso la seconda metà del XX secolo.

 
(fonte immagine Legnano News)


Invece la tradizione di mascherarsi risale al Medioevo ed è diffusa in Irlanda e Gran Bretagna, ma usanze simili si ritrovano anche in sud Italia, ed è legata alla pratica dell'elemosina, cioè quando le persone povere andavano di porta in porta nel giorno di Ognissanti e ricevevano cibo in cambio di preghiere per i loro morti nel giorno in cui si ricordano i defunti. Da qui deriva l'usanza dei bambini di andare mascherati di casa in casa con la famosa domanda "Dolcetto o scherzetto?", avvertendo quindi di fare qualche bagattella se non viene dato loro nessun dolcetto.





 

"Trick or treat, 
smell my feet, 
give me something good to eat"










Come ogni festa tradizionale ha i suoi colori tradizionali che sono: nero, viola e arancione.


Beh ora non ci resta che organizzare qualcosa per la giornata più spaventosa dell'anno e godercela. Si possono trovare facilmente idee per decorare la casa, per preparare piatti a tema, come il risotto alla zucca, si possono organizzare giochi per grandi e piccini, si trovano sia da tavola che interattivi, e non dimentichiamoci della grande quantità di film a tema adatti per tute le età.






Happy Halloween a tutti!
 
 

 



















11 maggio 2017

La Festa della Mamma: tra religione, fini commerciali e sentimento sociale



Ciao a tutti, tra tre giorni sarà la festa della festa della mamma, ma da dove nasce questa festività? 
Essa può essere paragonata ad alcune antiche celebrazione, ma non hanno nulla a che vedere con la concezione moderna della festa.

In Italia per la prima volta fu celebrata il 24 dicembre 1933, denominata "Giornata nazionale della Madre e del Fanciullo", in cui vennero premiate le madri più prolifiche d'Italia. 

Nell'accezione moderna, questa festa è nata a metà degli anni cinquanta per due diversi motivi: 
  • uno commerciale: nel 1956, quando Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, in collaborazione con presidente dell'Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera - Vallecroscia Giacomo Pallanca, prese l'iniziativa di celebrare la festa della mamma al teatro Zeni, poi spostata al Palazzo del Parco.
  • uno religioso: il 12 Maggio 1957 don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, ebbe l'idea di celebrare la figura della mamma non nella sua veste sociale o biologica, ma nel suo valore religioso, cristiano e interconfessionale, come punto di incontro e di dialogo tra le varie culture. Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la festa con manifestazioni di carattere religioso e culturale.
In seguito nel 1958 Raul Zaccari presentò al Senato un disegno di legge che puntava ad ottenere l'istituzione della festa della mamma. Questa iniziativa portò ad un dibattito in Senato, che si prolungò fino all'anno successivo, in quanto alcuni senatori ritenevano inopportuno che sentimenti così intimi fossero oggetto di una norma di legge. Nonostante la discussione, la festa prese piede in tutto il Paese e fu stabilita la data dell'8 Maggio, che rimase immutata dal 1959 al 2000 quando fu spostata alla seconda domenica del mese di Maggio sia per essere equiparata al giorno scelto dagli Stati Uniti sia per ragioni economiche e commerciali. Nella memoria collettiva sociale, però, si festeggia ancora l'8 Maggio in cui i bambini portano dei doni alle loro mamma: disegni o lavoretti fatti a scuola.

In Europa la festa introdotta tra il 1915 e il 1925 in paesi come Svizzera, Germania, Finlandia, Svezia e Norvegia e molti altri.

Negli USA, invece, nel maggio 1870 un'attivista pacifista e abolizionista Julia Ward Howe propose l'istituzione della "Giornata della madre per la pace" come momento di riflessione contro la guerra, ma l'iniziativa non ebbe successo. Fu Anna Jarvis a celebrare per la prima volta questa giornata nel 1908, sotto forma di memoriale in onere di sua madre, attivista a favore della pace. La sua manifestazione si diffuse e divenne così popolare che fu ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914, quando il Congresso deliberò di festeggiarla la seconda domenica di Maggio, come espressione di amore e gratitudine verso le mamme. 

Con il passare del tempo, però, questa festività ha assunto sempre più i caratteri di una festa per soli fini commerciali.



Auguri a tutte le mamme del mondo!










22 aprile 2017

Natale di Roma: tra storia e mito


Il 21 Aprile ricorre il Natale di Roma (Dies Romana o Romaia) ed è una festività laica legata alla fondazione della città. La leggenda tramandata da Varrone narra che Romolo avrebbe fondato Roma il 21 Aprile 753 a.C. e la fissazione di questa data si deve ai calcoli astrologici di Lucio Taruzio, amico di Varrone, da cui parte poi la cronologia romana definita "Ab urbe condita" ("dalla fondazione della città") che contava gli anni a partire proprio dalla data di fondazione.


Il metodo di calcolo proposto da Varrone prevalse su tutti gli altri e il primo a celebrare l'anniversario della città di Roma fu l'imperatore Claudio nel 47 (ottocento anni dopo la data presunta di fondazione).
Nel 147 Antonio Pio diede vita ad una celebrazione simile e nel 248 Filippo L'Arabo celebrò il primo millennio di Roma insieme ai Ludi Seculares (Giochi Secolari, celebrati ogni cento anni) in quanto la città compiva dieci secoli. Sono anche pervenute alcune monete che celebrano l'evento e su una del pretendente al trono Pacaziano si legge "1001", mettendo in luce come i cittadini dell'Impero romano sapevano di essere all'inizio di un "Saeculum Novum", in una nuova era.


Quando l'Impero divenne cristiano questa immagine millenaria venne usata in un senso più metafisico. Con la diffusione e l'adozione della religione cristiana come religione di Stato, con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le migrazione e le conquiste da parte dei Barbari, scomparvero molti degli usi, costumi, delle tradizioni e delle festività della città di Roma.
Alcune di queste furono riprese dagli umanisti, ma fu solo con l'avvento del Risorgimento che venne ripristinata la tradizionale celebrazione del Natale di Roma. I mazziniani, i garibaldini e alcuni liberali festeggiarono l'evento nella primavera del 1849, quando Roma, dopo aver rovesciato il potere temporale del Papa e divenuta Repubblica libera, lottava per la sopravvivenza. Inoltre, si racconta di un pasto ai Fori con brindisi dei rivoluzionari stessi per festeggiare la fondazione da parte di Romolo e la liberazione dal papato.

Qualche decennio dopo, Benito Mussolini il 3 Aprile 1921, durante un discorso pronunciato a Bologna, proclamò l'anniversario della fondazione di Roma come festa ufficiale del Fascismo e Antonio Gramsci vide questa decisione come il tentativo da parte del regime fascista di naturalizzare il proprio ruolo nella storia italiana attraverso la rivendicazione delle origini romane. I rappresentanti delle due forze politiche (Associazione Nazionale Italiana e Partito Nazionale Fascista), i quali il 16 Marzo 1923 firmarono il documento che sancì la fusione Nazionalfascista, stabilirono di celebrare l'accordo unitario con l'apposizione di un manifesto contenente l'appello dell'Unità nazionale da affiggere in tutte le città italiane nelle serata della vigilia del Natale di Roma: il 20 Aprile. Il 19 Aprile venne approvato dal Consiglio dei ministri un decreto-legge proposto dallo stesso Mussolini che aboliva la festività del 1° Maggio e fissava la festa dei lavoratori al 21 Aprile. Questa fu la prima celebrazione istituita dal governo fascista, che dal 21 Aprile 1924 divenne festa nazionale, chiamata "Natale di Roma - Festa del Lavoro". Tale decreto venne abrogato nel 1945 ripristinando la festa dei lavoratori al 1° Maggio e limitando la festività del Natale di Roma nella sola Capitale.






Tutt'oggi questa ricorrenza viene festeggiata con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.
Oggi sono 2770 anni dalla sua fondazione, sono 2770 anni di storia e sono 2770 anni che questa città incanta...


                                Buon Compleanno Roma!!!















14 aprile 2017

Pasqua cristiana e Pasqua ebraica: similitudini e distanze




Mancano due giorni alla Pasqua e ho pensato di fare un post a livello storico e tradizionale di una festa che storicamente ha segnato l'intera umanità.

La Pasqua nella tradizione cristiana celebra la resurrezione di Gesù, che secondo il racconto dei Vangeli avviene il terzo giorno dopo la sua morte sulla croce.
Essa ha importanti legami e molte differenze con la Pasqua ebraica, chiamata Pesach (passare oltre, tralasciare), la quale celebra la liberazione da parte di Mosè del popolo ebraico dalla schiavitù d'Egitto e racchiude in sé due riti: l'immolazione dell'agnello e il pane azzimo.




Nel racconto della decima piaga si narra che il Signore, vedendo il sangue di agnello sulle porte delle case di Israele, "passò oltre" colpendo, quindi, solo i primogeniti maschi egiziani, compreso il figlio del faraone. Durante la fuga dall'Egitto il popolo ebraico consumò pane azzimo, per questo gli Ebrei che vivono entro i confini di Israele celebrano la Pasqua in sette giorni, durante i quali un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con questo tipo di pane, infatti la Pasqua ebraica è detta anche "festa degli azzimi".


                                         


La parola ebraica Pesach deriva proprio da questo racconto e indica la liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto e l'inizio della libertà con Dio verso la Terra Promessa.  Inoltre la tradizione ebraica ortodossa vuole che durante la festa vengano usate stoviglie riservate a questa ricorrenza per preparare e servire i pasti.
La Pasqua ebraica è detta Pasqua di liberazione dalla schiavitù d'Egitto e a questo proposito il pensatore ebraico Filone d'Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche come significato allegorico la purificazione dell'anima. Il Targum Exodi descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: creazione, sacrificio di Isacco, passaggio del Mar Rosso, venuta del Messia e fine del mondo. Ecco perché la Pasqua ebraica è intesa anche come venuta del Messia.




Con il cristianesimo la Pasqua acquista un nuovo significato: indica il passaggio dalla morte alla vita di Gesù e il passaggio a vita nuova per i cristiani, i quali vengono liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Cristo.
La Pasqua cristiana è chiamata Pasqua di resurrezione in quanto celebra la resurrezione di Gesù e l'avvento del regno di Dio.
Essa racchiude tutto il mistero cristiano:
  • con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura corrotta;
  • con la resurrezione ha vinto sulla morte, mostrando all'uomo la sua resurrezione nel giorno finale.
Completa la Pasqua l'attesa della seconda venuta del Signore.



Il Cristianesimo riprende molti significati della Pasqua ebraica, apportando però cambiamenti significativi. Le Sacre Scritture hanno avuto un ruolo molto importante per la Pasqua cristiana, infatti, secondo quanto si legge nei Vangeli, Gesù morì sulla croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che in quell'anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo.
Evento che venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato professato sul Messia: i giudeo-cristiani, anche continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, devono spogliarla del significato di attesa del Messia per investirla di uno nuovo: la passione e la resurrezione di Gesù.
Si vuole dare risalto all'adempimento delle Sacre Scritture.


Il rapporto tra la festa ebraica e quella cristiana è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo, che sono quella della Pesach, ma la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli Ebrei celebrano l'offerta del primo covone d'orzo e i cristiani la resurrezione di Gesù e il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica ha un doppio significato: Dio in questo giorno aveva creato l'universo e nello steso giorno aveva avuto inizio una nuova creazione.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
Alla Pasqua settimanale della domenica si aggiunge anche quella annuale, celebrata dai discepoli con la consapevolezza di aver istituito una nuova festa ricca di nuovi significati.


Spero che questo post sia stato per voi interessante mettendo in luce i punti di intersezione e non tra le due celebrazioni.

Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

Ludovica