14 aprile 2017

Pasqua cristiana e Pasqua ebraica: similitudini e distanze




Mancano due giorni alla Pasqua e ho pensato di fare un post a livello storico e tradizionale di una festa che storicamente ha segnato l'intera umanità.

La Pasqua nella tradizione cristiana celebra la resurrezione di Gesù, che secondo il racconto dei Vangeli avviene il terzo giorno dopo la sua morte sulla croce.
Essa ha importanti legami e molte differenze con la Pasqua ebraica, chiamata Pesach (passare oltre, tralasciare), la quale celebra la liberazione da parte di Mosè del popolo ebraico dalla schiavitù d'Egitto e racchiude in sé due riti: l'immolazione dell'agnello e il pane azzimo.




Nel racconto della decima piaga si narra che il Signore, vedendo il sangue di agnello sulle porte delle case di Israele, "passò oltre" colpendo, quindi, solo i primogeniti maschi egiziani, compreso il figlio del faraone. Durante la fuga dall'Egitto il popolo ebraico consumò pane azzimo, per questo gli Ebrei che vivono entro i confini di Israele celebrano la Pasqua in sette giorni, durante i quali un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con questo tipo di pane, infatti la Pasqua ebraica è detta anche "festa degli azzimi".


                                         


La parola ebraica Pesach deriva proprio da questo racconto e indica la liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto e l'inizio della libertà con Dio verso la Terra Promessa.  Inoltre la tradizione ebraica ortodossa vuole che durante la festa vengano usate stoviglie riservate a questa ricorrenza per preparare e servire i pasti.
La Pasqua ebraica è detta Pasqua di liberazione dalla schiavitù d'Egitto e a questo proposito il pensatore ebraico Filone d'Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche come significato allegorico la purificazione dell'anima. Il Targum Exodi descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: creazione, sacrificio di Isacco, passaggio del Mar Rosso, venuta del Messia e fine del mondo. Ecco perché la Pasqua ebraica è intesa anche come venuta del Messia.




Con il cristianesimo la Pasqua acquista un nuovo significato: indica il passaggio dalla morte alla vita di Gesù e il passaggio a vita nuova per i cristiani, i quali vengono liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Cristo.
La Pasqua cristiana è chiamata Pasqua di resurrezione in quanto celebra la resurrezione di Gesù e l'avvento del regno di Dio.
Essa racchiude tutto il mistero cristiano:
  • con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura corrotta;
  • con la resurrezione ha vinto sulla morte, mostrando all'uomo la sua resurrezione nel giorno finale.
Completa la Pasqua l'attesa della seconda venuta del Signore.



Il Cristianesimo riprende molti significati della Pasqua ebraica, apportando però cambiamenti significativi. Le Sacre Scritture hanno avuto un ruolo molto importante per la Pasqua cristiana, infatti, secondo quanto si legge nei Vangeli, Gesù morì sulla croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che in quell'anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo.
Evento che venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato professato sul Messia: i giudeo-cristiani, anche continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, devono spogliarla del significato di attesa del Messia per investirla di uno nuovo: la passione e la resurrezione di Gesù.
Si vuole dare risalto all'adempimento delle Sacre Scritture.


Il rapporto tra la festa ebraica e quella cristiana è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo, che sono quella della Pesach, ma la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli Ebrei celebrano l'offerta del primo covone d'orzo e i cristiani la resurrezione di Gesù e il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica ha un doppio significato: Dio in questo giorno aveva creato l'universo e nello steso giorno aveva avuto inizio una nuova creazione.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
Alla Pasqua settimanale della domenica si aggiunge anche quella annuale, celebrata dai discepoli con la consapevolezza di aver istituito una nuova festa ricca di nuovi significati.


Spero che questo post sia stato per voi interessante mettendo in luce i punti di intersezione e non tra le due celebrazioni.

Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

Ludovica








Nessun commento:

Posta un commento