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| (Fonte foto Google) |
25 novembre 2020
25 Novembre tutto l'anno
Oggi è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, è stata istituita dall'Assemblea Generale della Nazioni Unite con la risoluzione n°54/134 del 17 dicembre 1999. La data è stata scelta in memoria dell'assassinio delle sorelle Mirabal avvenuto nella Repubblica Dominicana il 25 Novembre 1960, uccise perché tentarono di contrastare il regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Furono sequestrate dagli agenti del Servizio di informazione militare, stuprate, torturate e strangolate.
L'Assemblea ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare eventi e manifestazioni volte a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema.
Secondo il rapporto dell'ONU si stima che nel mondo, in media, si verificano 140 femminicidi al giorno, uno ogni 10 minuti.
In Italia:
- ogni 3 giorni una donna viene uccisa;
- ogni 15 minuti una donna subisce violenza da parte di un uomo;
- ogni 15 minuti un uomo violenta una donna;
- più dell'80% dei femminicidi è commesso dal partner, dall'ex partner o da un familiare, quindi da persone che hanno uno stretto contatto con la donna;
-il 74% delle violenze di genere è commesso da italiani.
Nel primo semestre del 2020 i femminicidi sono saliti a 59, rispetto ai 56 dell'anno precedente nello stesso periodo.
Anche nella giornata di oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, ne sono state uccise due.
La violenza che le donne subiscono ogni giorno è sia fisica che psicologica, non si manifesta solo con lo stupro, ma anche con le percosse, le parole violente, le mani addosso, il revenge porn, lo stalking: è tutto un insieme di fatti e atti perpetrati dall'uomo nei confronti della donna.
Purtroppo molte di loro non riescono ad uscirne, per paura di denunciare, di non riuscire ad uscirne davvero, per paura che poi lui prima o poi possa trovarle. Spesso non riescono perché la giustizia arriva in ritardo e la violenza portata avanti per anni sfocia nell'ultimo atto ignobile: l'omicidio, anzi femminicidio.
Per fortuna tante altre, moltissime, trovano il coraggio di denunciare, di lottare per la loro libertà. Vengono indirizzate in centri che si occupano di questo tipo di reati, alcune vengono accolte nella case sicure, luoghi segreti in cui le donne che vittime di violenza possono trovare rifugio, e vengono seguite da personale abilitato e preparato sia in ambito psicologico che legale.
La nostra è ancora una società molto maschilista, atteggiamenti e parole sono rivolte alle donne da parte degli uomini, ma spesso anche dalle donne stesse. Quante volte ci siamo sentite dire: "dove vai vestita così, sembri una ...", "quel vestito è troppo corto", "quella maglietta è troppo scollata", "non vestirti da uomo", "non vestirti da donna", "sei troppo provocante", "sei frigida", "se l'è cercata"....
Potrei continuare all'infinito, l'elenco è lunghissimo, frasi e parole che ci vengono dette per sminuire e sotterrare ciò che siamo: Donne! Chi le usa tiene ancora un atteggiamento di superiorità e di possesso nei confronti del genere femminile, ha un'idea della donna legata agli anni 50/60, io direi anche al Medioevo, ritiene che ci dovremmo occupare "solo delle nostre cose", non ha un'idea di parità ed eguaglianza di genere.
Gli uomini possessivi e violenti, fisicamente e psicologicamente, fanno male, tappano le ali della libertà, obbligano a non essere noi stesse. Il loro non è amore, è possesso. L'amore non è avere, o voler avere, il controllo assoluto sull'altra persona, l'amore non provoca lividi sulla pelle, non porta alla paura, non ti fa sentire sempre in difetto e inadeguata. L'amore porta gioia, felicità e soprattutto ama la libertà e la rispetta.
Se vogliamo davvero migliorare la società, dare una svolta a tutto ciò, quello che dobbiamo fare è cambiare la nostra mentalità, cambiare il nostro modo di vedere le cose. Puntiamo all'uguaglianza di genere e alla parità.
Educhiamo la società e i nostri figli a questo.
23 novembre 2020
Alla ricerca de " Il soffio sull'anima"
Oggi voglio presentarvi una persona che conosco da tantissimi anni, abbiamo frequentato le scuole elementari e medie assieme, poi, per svariati motivi di vita quotidiana, non ci siamo più frequentati, ma siamo rimasti in contatto grazie ai social network.
Valerio Terebinto è un giovane scrittore che esordisce nel mondo della letteratura con "Il soffio sull'anima", un piccolo e prezioso capolavoro che narra di un viaggio alla scoperta di posti meravigliosi e di se stessi.
Quando sono venuta a sapere che ha scritto e pubblicato questo libro, di cui mi accingo a parlarvi, sono stata davvero molto felice per lui, gli ho scritto subito per congratularmi e non potevo farmelo scappare (ovviamente mi sono fatta fare una dedica dall'autore, non poteva rifiutarsi dopo tutti questi anni di conoscenza ahahah).
Nel libro, scritto in prima persona, Valerio racconta della bellissima ed emozionante esperienza vissuta durante il Cammino di Santiago di Compostela, avventura che ha voluto intraprendere assieme al padre.
Narra dei luoghi che ha visitato, della loro bellezza, la loro storia con costumi e tradizioni. Di come cambia il paesaggio man mano che il Cammino prosegue.
Importanti sono anche le magnifiche persone che ha incontrato, con cui ha condiviso questo viaggio, e con il quale scambia idee, opinioni, dubbi. Perfetti sconosciuti con cui in poco tempo instaura un rapporto profondo, quasi si conoscessero da un'eternità, ma tutti noi sappiamo che il tempo non dice nulla, si possono instaurare rapporti profondi pur essendo perfetti sconosciuti.
Il racconto è fluido e il lettore non può non immergersi in esso, i luoghi si susseguono, così come le emozioni, e la mente vola lì in quei luoghi meravigliosi, con quelle persone meravigliose, e ognuno di noi vorrebbe essere lì per scoprirli e conoscerli: ciascuno con la sua storia, le sue tradizione e le sue usanze.
Valerio ci permette di entrare nei suoi pensieri, mostra i suoi dubbi, le sue paure, le sue emozioni e si vorrebbe essere lì per affrontare e vivere insieme a lui tutto questo, poiché i suoi dubbi, le sue paure, le sue domande appartengono a tutti noi. Ci si riconosce in lui, in cioè che pensa, alle emozioni che vive e pensi di volerla vivere davvero questa avventura, perché siamo tutti alla ricerca di noi stessi. Tutti noi vogliamo capire chi siamo, chi vogliamo essere, cosa vogliamo e cosa vorremmo fare.
Il Cammino ti pone davanti a domande private, intime, bisogna essere tenaci e determinati perché sopraggiunge la stanchezza, sia fisica che mentale, e quello che puoi fare è arrenderti o continuare e andare avanti. Ma la voglia di conoscere, di metterti alla prova, di vedere fino a dove puoi spingerti, ti fa superare qualsiasi limite con te stesso.
I luoghi, le persone che si incontrano, è tutto l'insieme che ci fa andare alla scoperta di noi stessi.
Il percorso è lungo e ricco di scoperte, un po' come la nostra vita, ma alle volte certi Cammini ci servono per capire quale direzione dobbiamo o vogliamo prendere, ci mostrano la nostra strada che per anni abbiamo ignorato o non abbiamo visto.
Viaggiare è andare alla scoperta del mondo, di se stessi, è una medicina per il corpo e per l'anima, apre la mente e lo spirito perché, in fondo, siamo tutti alla ricerca del nostro "soffio sull'anima".
Spero di avervi incuriositi e...
Buona lettura!
30 ottobre 2020
Halloween: tra leggenda e simboli
(immagine fonte internet)
Ciao a tutti, dopo 3 anni di assenza, eccomi di nuovo qui a riprendere in mano il mio blog e ho pensato di parlarvi di una festa che negli ultimi anni è diventata un vero e proprio evento: Halloween. In occasione di questa ricorrenza siamo soliti organizzare serate a tema, quest'anno purtroppo non sarà possibile a causa del Covid-19, speriamo di poterlo fare l'anno prossimo, però quanto ne sappiamo? Per noi è diventata una delle occasioni per divertirsi e festeggiare insieme ad amici e parenti e trascorrere una serata diversa dalle
altre.
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Halloween è una festa di origine celtica, è stata esportata dagli immigrati irlandesi, scappati da un'epidemia di metà 800 che si era abbattuta nel loro Paese, negli Stati Uniti e qui nel XX secolo ha assunto le forme macabre e commerciali con cui è diventata famosa. Si è poi diffusa in molti Paesi del mondo influenzata dalle tradizioni statunitensi.
La parola deriva dall'inglese arcaico "All Hallows' Eve" che significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", la vigilia di Ognissanti. Però secondo uno studioso, Renato Cortesi, l'origine andrebbe ricercata nella leggenda di Jack O' Lantern perché in inglese il verbo "scavare" è "to hollow", quindi "hollowing" l'atto di scavare; Jack è condannato a vagare nella notte per tutto il mondo solo con una zucca intagliata con dentro una candela.
HALLOWEEN!
Vengono narrate e tramandate diverse varianti della leggenda del personaggio di Jack O' Lantern, ma quella più diffusa e conosciuta è quella di origine irlandese.
Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, durante una serata al pub, incontra il Diavolo e, a causa del suo stato d'ebrezza, rischia di lasciargli la sua anima. Astutamente Jack chiede al Demonio di trasformarsi in una moneta e promette la sua anima in cambio di un'ultima bevuta. Jack però mise rapidamente il Diavolo nel suo borsello accanto ad una croce d'argento, cosicché il Demonio non potesse trasformarsi di nuovo. Per farsi liberare il Diavolo promise a Jack che non si sarebbe preso la sua anima per i dieci anni successi e così egli lo liberò.
Trascorsi i dieci anni, il Demonio si presentò di nuovo e Jack gli chiese di raccogliere una male da un albero prima di prendersi la sua anima e, al fine di impedire che il Diavolo scendesse dal ramo, furbamente incise una croce sul tronco. Solo dopo tanto battibeccare i due giunsero ad un accordo: il Diavolo avrebbe risparmiato la dannazione eterna a Jack in cambio della libertà. Purtroppo Jack durante la sua vita commise molti peccati, così tanti che fu rifiutato dal Paradiso quando morì e presentandosi all'Inferno venne cacciato dal Diavolo, il quale gli ricordò il patto. Il Demonio fu ben felice di lasciarlo errare come un'anima tormentata e quando Jack gli fece osservare quanto fosse buio e freddo, il Diavolo gli tirò un tizzone ardente che Jack posizionò all'interno di una rapa intagliata. Iniziò così a vagare senza tregua alla ricerca di un luogo in cui riposarsi.
Si dice che da allora nella notte di Halloween, aguzzando bene la vista, si possa vedere una fiammella vagare nell'oscurità alla ricerca di una casa.
Questa festa è anche molto ricca di simboli che derivano da diverse fonti come i costumi nazionali, le opere letterarie; include temi legati alla morte, al male, all'occulto, ai mostri e il loro sviluppo si è formato nel tempo.
Tra questi troviamo: la zucca intagliata, la formula trick-or-treat usata dai bambini, i costumi, le sfilate.
La zucca di Halloween viene chiamata con il nome di Jack O' Lantern nei paesi anglofoni ed è uno degli oggetti e simboli principali della festività. Questo usanza di intagliare zucche, con un sorriso spaventoso e grottesco e al cui interno viene inserita una candela cosicché si possano vedere i tratti intagliati al buio, risale alla tradizione di intagliare rape per farne delle laterne, come fa anche Jack nel racconto, con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata utilizzata ad Halloween in Irlanda e in Scozia, però gli immigrati irlandesi negli Stati Uniti usarono la zucca, originaria del posto e disponibile in quantità maggiore, e questa tradizione risale al 1837, era associata al tempo del raccolto, mentre fu associata ad Halloween verso la seconda metà del XX secolo.
Invece la tradizione di mascherarsi risale al Medioevo ed è diffusa in Irlanda e Gran Bretagna, ma usanze simili si ritrovano anche in sud Italia, ed è legata alla pratica dell'elemosina, cioè quando le persone povere andavano di porta in porta nel giorno di Ognissanti e ricevevano cibo in cambio di preghiere per i loro morti nel giorno in cui si ricordano i defunti. Da qui deriva l'usanza dei bambini di andare mascherati di casa in casa con la famosa domanda "Dolcetto o scherzetto?", avvertendo quindi di fare qualche bagattella se non viene dato loro nessun dolcetto.
"Trick or treat,smell my feet,give me something good to eat"
Come ogni festa tradizionale ha i suoi colori tradizionali che sono: nero, viola e arancione.
Beh ora non ci resta che organizzare qualcosa per la giornata più spaventosa dell'anno e godercela. Si possono trovare facilmente idee per decorare la casa, per preparare piatti a tema, come il risotto alla zucca, si possono organizzare giochi per grandi e piccini, si trovano sia da tavola che interattivi, e non dimentichiamoci della grande quantità di film a tema adatti per tute le età.
Happy Halloween a tutti!
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