Oggi voglio presentarvi una persona che conosco da tantissimi anni, abbiamo frequentato le scuole elementari e medie assieme, poi, per svariati motivi di vita quotidiana, non ci siamo più frequentati, ma siamo rimasti in contatto grazie ai social network.
Valerio Terebinto è un giovane scrittore che esordisce nel mondo della letteratura con "Il soffio sull'anima", un piccolo e prezioso capolavoro che narra di un viaggio alla scoperta di posti meravigliosi e di se stessi.
Quando sono venuta a sapere che ha scritto e pubblicato questo libro, di cui mi accingo a parlarvi, sono stata davvero molto felice per lui, gli ho scritto subito per congratularmi e non potevo farmelo scappare (ovviamente mi sono fatta fare una dedica dall'autore, non poteva rifiutarsi dopo tutti questi anni di conoscenza ahahah).
Nel libro, scritto in prima persona, Valerio racconta della bellissima ed emozionante esperienza vissuta durante il Cammino di Santiago di Compostela, avventura che ha voluto intraprendere assieme al padre.
Narra dei luoghi che ha visitato, della loro bellezza, la loro storia con costumi e tradizioni. Di come cambia il paesaggio man mano che il Cammino prosegue.
Importanti sono anche le magnifiche persone che ha incontrato, con cui ha condiviso questo viaggio, e con il quale scambia idee, opinioni, dubbi. Perfetti sconosciuti con cui in poco tempo instaura un rapporto profondo, quasi si conoscessero da un'eternità, ma tutti noi sappiamo che il tempo non dice nulla, si possono instaurare rapporti profondi pur essendo perfetti sconosciuti.
Il racconto è fluido e il lettore non può non immergersi in esso, i luoghi si susseguono, così come le emozioni, e la mente vola lì in quei luoghi meravigliosi, con quelle persone meravigliose, e ognuno di noi vorrebbe essere lì per scoprirli e conoscerli: ciascuno con la sua storia, le sue tradizione e le sue usanze.
Valerio ci permette di entrare nei suoi pensieri, mostra i suoi dubbi, le sue paure, le sue emozioni e si vorrebbe essere lì per affrontare e vivere insieme a lui tutto questo, poiché i suoi dubbi, le sue paure, le sue domande appartengono a tutti noi. Ci si riconosce in lui, in cioè che pensa, alle emozioni che vive e pensi di volerla vivere davvero questa avventura, perché siamo tutti alla ricerca di noi stessi. Tutti noi vogliamo capire chi siamo, chi vogliamo essere, cosa vogliamo e cosa vorremmo fare.
Il Cammino ti pone davanti a domande private, intime, bisogna essere tenaci e determinati perché sopraggiunge la stanchezza, sia fisica che mentale, e quello che puoi fare è arrenderti o continuare e andare avanti. Ma la voglia di conoscere, di metterti alla prova, di vedere fino a dove puoi spingerti, ti fa superare qualsiasi limite con te stesso.
I luoghi, le persone che si incontrano, è tutto l'insieme che ci fa andare alla scoperta di noi stessi.
Il percorso è lungo e ricco di scoperte, un po' come la nostra vita, ma alle volte certi Cammini ci servono per capire quale direzione dobbiamo o vogliamo prendere, ci mostrano la nostra strada che per anni abbiamo ignorato o non abbiamo visto.
Viaggiare è andare alla scoperta del mondo, di se stessi, è una medicina per il corpo e per l'anima, apre la mente e lo spirito perché, in fondo, siamo tutti alla ricerca del nostro "soffio sull'anima".
Spero di avervi incuriositi e...
Buona lettura!
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