Ciao a tutti, oggi ho pensato di parlarvi di un romanzo che a me ha tolto il fiato e mi ha fatto emozionare, nonché riflettere su un tema molto attuale nel nostro Paese e di cui anche recentemente si è discusso: l'eutanasia.
So che il libro è uscito già da qualche anno, ma io ho avuto modo di leggero solo qualche mese fa in vista anche dell'uscita al cinema del film. Sto parlando di "Io prima di te" di Jojo Moyes.
La protagonista è Louisa Clark, una ragazza di 26 anni la quale lavora come cameriera in un locale della piccola cittadina turistica in cui è nata e cresciuta ed è fidanzata con Patrick, di cui non è davvero innamorata. Quando perde il lavoro, la sua vita viene sconvolta dalla conoscenza della famiglia Traynor, che la assume come badante per il figlio Will: un uomo di 35 anni, il quale ha perso la voglia di vivere dopo il brutto incidente che lo ha inchiodato su una sedia a rotelle.
L'allegria e la stravaganza di Louisa porteranno una ventata di aria fresca e un barlume di speranza nella famiglia Traynor; il loro incontro cambierà radicalmente le loro vite.
Ho letto questo libro con il groppo in gola fino alla fine, mi ha lasciata sospesa fino all'ultima pagina e mi ha riempita di emozioni e sensazioni inimmaginabili. Mi sono messa nei panni di Louisa e di Will mentre leggevo pagina dopo pagina, mentre la storia proseguiva e io come una bambina mi commuovevo nelle varie scene che si susseguivano. Mi sono sentita in conflitto con me stessa, con la mia personalità, che si rispecchia molto con quella di Louisa: solare, allegra, positiva, che cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma ho anche compreso appieno le sensazioni e lo stato d'animo di Will: prima sei un giovane di successo, con tanti hobbies e un attimo dopo ti ritrovi ad aver perso tutto, sei vivo certo, ma inchiodato completamente su una sedia rotelle, incapace di poter muover anche solo un muscolo. Mi sono domandata: per me quella sarebbe vita? Riuscirei a vivere stando in quelle condizioni considerando che anche io amo lo sport, amo uscire ed essere indipendente? Lì per lì mi sono risposta di no, che non ce la potrei fare, ma poi ho pensato che un conto certe cose è dirle quando si sta bene, quando si è ancora completamente padroni si se stessi e un conto è quando ci si trova in determinate situazioni.
Sono sincera, in realtà non lo so come reagirei, perché in me si sono scatenate forze contrastanti: la mia personalità, come sono ora nella vita di tutti i giorni e la mia comprensione per uno stato d'animo che in determinate circostanze è più che comprensibile. Insomma io credo che non si possa giudicare nessuno per le scelte che vengono fatte, nelle situazioni bisogna trovarcisi per capire fino in fondo cosa si prova e come si reagirebbe nelle stesse condizioni di qualcun altro.
Credo che sia un romanzo molto interessante e che consiglio di leggere proprio perché affronta questo eterno conflitto interiore di vita e non vita.
Inoltre voglio sottolineare che la trasposizione cinematografica, secondo il mio modesto parere, è molto simile al libro, le scene principali sono presenti e gli attori sono stati straordinari nel trasmettere allo spettatore le sensazioni e le emozioni, anche contrastanti, dei due protagonisti.
Non sono rimasta delusa nel vederlo.
Fatemi sapere se anche voi lo avete letto o avete visto il film (o entrambi) e cosa ne pensate in merito alla storia e al tema affrontato.
Buona serata.

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