22 aprile 2017

Natale di Roma: tra storia e mito


Il 21 Aprile ricorre il Natale di Roma (Dies Romana o Romaia) ed è una festività laica legata alla fondazione della città. La leggenda tramandata da Varrone narra che Romolo avrebbe fondato Roma il 21 Aprile 753 a.C. e la fissazione di questa data si deve ai calcoli astrologici di Lucio Taruzio, amico di Varrone, da cui parte poi la cronologia romana definita "Ab urbe condita" ("dalla fondazione della città") che contava gli anni a partire proprio dalla data di fondazione.


Il metodo di calcolo proposto da Varrone prevalse su tutti gli altri e il primo a celebrare l'anniversario della città di Roma fu l'imperatore Claudio nel 47 (ottocento anni dopo la data presunta di fondazione).
Nel 147 Antonio Pio diede vita ad una celebrazione simile e nel 248 Filippo L'Arabo celebrò il primo millennio di Roma insieme ai Ludi Seculares (Giochi Secolari, celebrati ogni cento anni) in quanto la città compiva dieci secoli. Sono anche pervenute alcune monete che celebrano l'evento e su una del pretendente al trono Pacaziano si legge "1001", mettendo in luce come i cittadini dell'Impero romano sapevano di essere all'inizio di un "Saeculum Novum", in una nuova era.


Quando l'Impero divenne cristiano questa immagine millenaria venne usata in un senso più metafisico. Con la diffusione e l'adozione della religione cristiana come religione di Stato, con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le migrazione e le conquiste da parte dei Barbari, scomparvero molti degli usi, costumi, delle tradizioni e delle festività della città di Roma.
Alcune di queste furono riprese dagli umanisti, ma fu solo con l'avvento del Risorgimento che venne ripristinata la tradizionale celebrazione del Natale di Roma. I mazziniani, i garibaldini e alcuni liberali festeggiarono l'evento nella primavera del 1849, quando Roma, dopo aver rovesciato il potere temporale del Papa e divenuta Repubblica libera, lottava per la sopravvivenza. Inoltre, si racconta di un pasto ai Fori con brindisi dei rivoluzionari stessi per festeggiare la fondazione da parte di Romolo e la liberazione dal papato.

Qualche decennio dopo, Benito Mussolini il 3 Aprile 1921, durante un discorso pronunciato a Bologna, proclamò l'anniversario della fondazione di Roma come festa ufficiale del Fascismo e Antonio Gramsci vide questa decisione come il tentativo da parte del regime fascista di naturalizzare il proprio ruolo nella storia italiana attraverso la rivendicazione delle origini romane. I rappresentanti delle due forze politiche (Associazione Nazionale Italiana e Partito Nazionale Fascista), i quali il 16 Marzo 1923 firmarono il documento che sancì la fusione Nazionalfascista, stabilirono di celebrare l'accordo unitario con l'apposizione di un manifesto contenente l'appello dell'Unità nazionale da affiggere in tutte le città italiane nelle serata della vigilia del Natale di Roma: il 20 Aprile. Il 19 Aprile venne approvato dal Consiglio dei ministri un decreto-legge proposto dallo stesso Mussolini che aboliva la festività del 1° Maggio e fissava la festa dei lavoratori al 21 Aprile. Questa fu la prima celebrazione istituita dal governo fascista, che dal 21 Aprile 1924 divenne festa nazionale, chiamata "Natale di Roma - Festa del Lavoro". Tale decreto venne abrogato nel 1945 ripristinando la festa dei lavoratori al 1° Maggio e limitando la festività del Natale di Roma nella sola Capitale.






Tutt'oggi questa ricorrenza viene festeggiata con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.
Oggi sono 2770 anni dalla sua fondazione, sono 2770 anni di storia e sono 2770 anni che questa città incanta...


                                Buon Compleanno Roma!!!















14 aprile 2017

Pasqua cristiana e Pasqua ebraica: similitudini e distanze




Mancano due giorni alla Pasqua e ho pensato di fare un post a livello storico e tradizionale di una festa che storicamente ha segnato l'intera umanità.

La Pasqua nella tradizione cristiana celebra la resurrezione di Gesù, che secondo il racconto dei Vangeli avviene il terzo giorno dopo la sua morte sulla croce.
Essa ha importanti legami e molte differenze con la Pasqua ebraica, chiamata Pesach (passare oltre, tralasciare), la quale celebra la liberazione da parte di Mosè del popolo ebraico dalla schiavitù d'Egitto e racchiude in sé due riti: l'immolazione dell'agnello e il pane azzimo.




Nel racconto della decima piaga si narra che il Signore, vedendo il sangue di agnello sulle porte delle case di Israele, "passò oltre" colpendo, quindi, solo i primogeniti maschi egiziani, compreso il figlio del faraone. Durante la fuga dall'Egitto il popolo ebraico consumò pane azzimo, per questo gli Ebrei che vivono entro i confini di Israele celebrano la Pasqua in sette giorni, durante i quali un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con questo tipo di pane, infatti la Pasqua ebraica è detta anche "festa degli azzimi".


                                         


La parola ebraica Pesach deriva proprio da questo racconto e indica la liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto e l'inizio della libertà con Dio verso la Terra Promessa.  Inoltre la tradizione ebraica ortodossa vuole che durante la festa vengano usate stoviglie riservate a questa ricorrenza per preparare e servire i pasti.
La Pasqua ebraica è detta Pasqua di liberazione dalla schiavitù d'Egitto e a questo proposito il pensatore ebraico Filone d'Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche come significato allegorico la purificazione dell'anima. Il Targum Exodi descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: creazione, sacrificio di Isacco, passaggio del Mar Rosso, venuta del Messia e fine del mondo. Ecco perché la Pasqua ebraica è intesa anche come venuta del Messia.




Con il cristianesimo la Pasqua acquista un nuovo significato: indica il passaggio dalla morte alla vita di Gesù e il passaggio a vita nuova per i cristiani, i quali vengono liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Cristo.
La Pasqua cristiana è chiamata Pasqua di resurrezione in quanto celebra la resurrezione di Gesù e l'avvento del regno di Dio.
Essa racchiude tutto il mistero cristiano:
  • con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura corrotta;
  • con la resurrezione ha vinto sulla morte, mostrando all'uomo la sua resurrezione nel giorno finale.
Completa la Pasqua l'attesa della seconda venuta del Signore.



Il Cristianesimo riprende molti significati della Pasqua ebraica, apportando però cambiamenti significativi. Le Sacre Scritture hanno avuto un ruolo molto importante per la Pasqua cristiana, infatti, secondo quanto si legge nei Vangeli, Gesù morì sulla croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che in quell'anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo.
Evento che venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato professato sul Messia: i giudeo-cristiani, anche continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, devono spogliarla del significato di attesa del Messia per investirla di uno nuovo: la passione e la resurrezione di Gesù.
Si vuole dare risalto all'adempimento delle Sacre Scritture.


Il rapporto tra la festa ebraica e quella cristiana è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo, che sono quella della Pesach, ma la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli Ebrei celebrano l'offerta del primo covone d'orzo e i cristiani la resurrezione di Gesù e il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica ha un doppio significato: Dio in questo giorno aveva creato l'universo e nello steso giorno aveva avuto inizio una nuova creazione.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
Alla Pasqua settimanale della domenica si aggiunge anche quella annuale, celebrata dai discepoli con la consapevolezza di aver istituito una nuova festa ricca di nuovi significati.


Spero che questo post sia stato per voi interessante mettendo in luce i punti di intersezione e non tra le due celebrazioni.

Buona Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie.

Ludovica