25 marzo 2017

27 Marzo 1957 - 27 Marzo 2017

Oggi voglio raccontarvi una storia, che ebbe inizio più di 60 anni fa, quando un gruppo di persone, durante la seconda guerra mondiale, pensarono che poteva esistere un'Europa senza più conflitti e dove persone e beni e servizi potessero circolare liberamente. Si desiderava un'Europa in pace, dove tutti gli Stati vivessero in armonia tra loro e che risolvessero i loro diverbi in modo democratico.

Uno dei primi che ebbe quest'idea fu Altiero Spinelli, il quale, durante gli anni di confino a Ventotene, scrisse nel 1941 insieme ad Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni il "Manifesto di un'Europa libera e unita" (più conosciuto come il "Manifesto di Ventotene"). Di questo manifesto non ne resta nessuna traccia scritta, ma circolano molte leggende su come potrebbe essere uscito da Ventotene e aver raggiunto la penisola. L'ipotesi più accreditata è quella che vede l'aiuto della moglie di Eugenio Colorni, la quale, non essendo rinchiusa nei confini dell'isoletta, poteva andare e venire dalla terra ferma e tenere, quindi, costanti rapporti con il marito. Si ritiene che lei abbia trasportato gli scritti (fatti sulle cartine delle sigarette per mancanza di carta) nel ventre del pollo arrosto per evitare controlli da parte della polizia.



Dal quel lontano 1941 bisognerà attendere altri 10 anni prima che sei Paesi (Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Lussemburgo  e Belgio) firmino il primo trattato che diede vita alla CECA (Comunità economica del carbone e dell'acciaio) e dopo 6 anni giungeranno alla firma del trattato di Roma che istituisce la CEE (Comunità economica europea). Nasce così il mercato comune, con il quale beni e servizi e persone possono circolare liberamente attraverso le frontiere (questa è solo un'idea che verrà sviluppata negli anni seguenti fino agli accordi di Schengen).
E' grazie a questo che oggi possiamo viaggiare in Europa senza bisogno del passaporto e che possiamo trovare sul nostro territorio merci che vengono da oltreconfine. Spesso si sente parlare di uscire da questa realtà, di lasciarla e di pensare alla nostra sovranità, ma davvero possiamo pensare che possiamo essere più forti di come siamo ora: uniti con gli altri Paesi sotto un'unica bandiera? Io credo di no, perché mai come negli ultimi 70 anni l'Europa ha vissuto un periodo così lungo senza conflitti bellici. Dobbiamo tener presente questo fattore così importante, nella storia non è mai successo. C'è anche da sottolineare che grazie alla creazione di questa entità sono stati riconosciuti molti diritti e sono stati creati molti incentivi economici agli imprenditori e ai commercianti. Grazie all'Europa anche da noi la normativa ha potuto evolversi e migliorarsi (esempio recente sono le unioni civili [anche se noi siamo sempre indietro rispetto agli altri Paesi], ma potrei citarne altri come l'aborto, il divorzio ecc.).

La formazione dell'Europa è stato un processo lungo e faticoso, composta da tante tappe che hanno portato alla conformazione attuale. Nel tempo molti Paesi aderiscono all'UE (attualmente 27 escluso il Regno Unito che ha votato per uscire lo scorso Giugno 2016) e vengono firmati molti accordi. Quelli più importanti sono stati: il trattato di Maastricht nel 1993 (istituisce l'Unione Europea), il trattato di Amsterdam del 1999 (in materia di ambiente, sicurezza e difesa), quelli dei primi anni 2000 con cui si istituisce la moneta unica (a cui non tutti gli Stati membri aderiranno) e il trattato di Nizza ("Carta fondamentale dei diritti dell'uomo e del cittadino", una sorta di Costituzione europea) e poi il trattato di Lisbona del 2009 con cui l'Europa si dota di metodi di lavoro più efficienti ed istituzioni moderne.

Credo fortemente che bisognerebbe guardare più spesso ai lati positivi per cercare di migliorare quelli negativi, perché nulla è perfetto e sicuramente anche questa entità va migliorata, ma mai denigrata! Teniamo ben presente quali sono stati gli ideali dei padri fondatori dell'Europa, facciamoli nostri e usiamoli per migliorare questa bellissima realtà e sfruttiamoli al meglio per diventare veri europei, con gli stessi diritti e doveri.

"L'unione fa la forza!" (detto popolare)

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