Dopo il monologo di Amedeo e Pio, andato in onda venerdì sera, ho pensato di scrivere un post che è più una riflessione su ciò che è stato detto dai due comici.
Per certi versi ciò che dicono non è propriamente sbagliato, in quanto l'ironia e soprattutto l'autoironia penso siano una ricchezza, un punto a favore di tutti noi, un modo per rendere più leggera la vita. Quello che non condivido è il fatto di staccare le parole dall'intenzione, cioè è stato detto che il problema non è nella parola in sé, ma nel modo, nell'intenzione in cui viene detta. Per me le due cose non sono distanti, anzi sono legate tra loro, non si può pensare di dire qualcosa senza che questo non abbia un suo peso, una sua conseguenza su chi la ascolta.
E' vero che quando si parla e dice una cosa dipende da come la si dice, ma certe affermazioni, certe parole, anche se gli si cambia il contesto, l'intenzione, il modo in cui vengono dette avranno sempre un'accezione negativa, discriminatoria e denigratoria.
Tra gli esempi che hanno fatto è stato quello della parola "terrone", da sempre usata da chi abita nel nord Italia in modo dispregiativo nei confronti di chi abita, o proviene, o ha origini nel Mezzogiorno. Questa parola viene tutt'oggi usata in questo senso e chi abita al sud o chi è originario del sud non credo che la prenda con leggerezza e si fa una risata. I meridionali hanno iniziato ad usarla anche loro come senso di rivalsa nei confronti di chi la usava per discriminare e denigrare, la usano come motivo di orgoglio, ma se la dicono loro, tra di loro, ha un significato, se la dice una persona del nord nei confronti di qualcuno che proviene dal sud ne ha decisamente un altro.
Stesso discorso si può fare per la n* word, tante persone nere la usano tra di loro, ma ciò non toglie che se viene usata da una persona bianca riporta alla luce decenni di schiavitù, di discriminazione, di soprusi, di ingiustizie subite dai neri non solo negli USA, ma anche in Africa nel periodo del colonialismo. Considerando che certe situazioni, per quanto si sia lottato per migliorarle, sono ancora molto evidenti nel mondo di oggi, bisogna continuare a lottare tutti per farsi sentire e per costruire un mondo in cui ci siano meno disuguaglianze tra le persone.
Anche le persone LGBT sono state da sempre additate con parole poco carine, che hanno sempre avuto un significato dispregiativo.
Inoltre, ho letto una riflessione molto importante secondo me: perché non hanno portato l'esempio delle bestemmie? C'è chi dirà, ma quelle sono una mancanza di rispetto verso la religione e a chi crede. Ma negli altri casi non si tratta della stessa cosa? Non si manca di rispetto verso qualcuno quando le si usa?
In sostanza, le parole hanno sempre un peso, non sono slegate all'intenzione, perché quest'ultima può essere anche tra le più positive del mondo, ma ciò non toglie e non si può negare che determinati termini hanno un peso notevole, che possono ferire chi le ascolta, perché sono legati alla loro etimologia, al loro significato, all'uso che se ne è fatto nel tempo, alla loro storia. Tutto questo non lo si può nascondere, non si può pensare di risolvere tutto con l'ironia e l'autoironia, alle volte bisogna pensare molto a cosa si dice, a come lo si dice e a ciò che si dice.
C'è bisogno di tatto e di rispetto in certi contesti, si può ridere e scherzare su altro, si può fare ironia su tantissime cose e su tantissimi argomenti e prestare attenzione a ciò che si dice non significa limitare la libertà di parola, non significa che non si può dire più nulla, il politically correct non c'entra, c'entra il fatto di ricominciare a dare peso e importanza alle parole. Questo, secondo me, è il fulcro centrale della questione.
Purtroppo, con il passare del tempo, si è persa questa cosa, oggi non si da peso alle parole, al loro significato, si pensa che tutto scivoli adosso e ci si concentra su altro, sugli atteggiamenti, sull'intenzione, sul modo di fare, che sono altrettanto importanti, ci tengo a sottolinearlo, ma credo che siano tutti collegati tra loro. Parole, gesti, intenzioni, comportamenti, hanno un rapporto di correlazione tra loro, non sono distanti o distaccati. Se fosse così si sarebbe incoerenti, prima si dice una cosa, si usano determinati termini e poi si dice l'intenzione non è negativa, mi comportato all'opposto e allora perché non applicare questo anche alle parole?
Credo che tutti noi dovremmo riflettere molto su tutto questo.

Nessun commento:
Posta un commento