24 aprile 2017

25 Aprile 1945: il giorno della liberazione


"Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire."


Queste sono le parole con cui Sandro Pertini proclamò lo sciopero generale a Milano il 25 Aprile 1945. Quel giorno il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, dichiarò l'insurrezione in tutti i territori occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive ne2l Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari della Libertà, di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa nei giorni precedenti all'arrivo delle truppe alleate. Il CLNAI emanò anche dei decreti legislativi, assumendo il potere "in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo italiano", stabilendo anche la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.
La parola d'ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi fu: "Arrendersi o perire!" ed entro il 1° Maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata:
  • Bologna 21 Aprile;
  • Genova 23 Aprile;
  • Venezia 28 Aprile.
La guerra sul nostro territorio finì solo il 3 Maggio, quando si ebbe la resa definitiva delle forze nazifasciste all'esercito alleato durante la resa di Caserta firmata il 29 Aprile 1945.



La liberazione mise fine a vent'anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra: la data del 25 Aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l'avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 Giugno 1946 per la scelta tra Monarchia e Repubblica (dove per la prima volta votarono anche le donne), poi alla nascita della Repubblica italiana e infine alla stesura definitiva della nostra Costituzione.


Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, luogotenente del Regno d'Italia, il 22 Aprile 1946 emanò un decreto legislativo nel quale proclamava il 25 Aprile 1946 festa nazionale per l'anniversario della liberazione del territorio italiano e, siccome da quella volta venne celebrata anche negli anni successivi, il 27 maggio 1949, con la legge 290, fu istituzionalizzata stabilmente come festa nazionale.

Da oltre settant'anni in tutte le città d'Italia vengono organizzate celebrazioni in memoria della Liberazione, della Resistenza perpetrata da uomini e donne che credevano negli ideali di democrazia, uguaglianza e libertà e grazie a quelle persone possiamo godere di diritti (e di doveri) e vivere in Paese libero e democratico. Ma è anche vero che oggigiorno ci siamo dimenticati di tutto quello che i nostri avi hanno dovuto subire prima di ribellarsi al regime fascista e pensiamo che tutto ci è dovuto solo perché "ce li siamo ritrovati senza lottare". Crediamo che tutto sia inutile, non apprezziamo più quello che è stato conquistato con la Resistenza di persone che ci credevano e ci credevano nonostante il periodo buio, nonostante la dittatura, nonostante le leggi razziali, nonostante la guerra. Perché il segreto è credere e continuare a lottare ogni giorno, anche nel nostro piccolo, per ciò che riteniamo giusto e per quello che ci rende liberi e uguali.
Avere memoria di questi fatti è il miglior modo per non ripetere gli stessi errori del passato e per tenere bene a mente che nulla ti viene regalato, tutto va conquistato, anche quando gli obbiettivi sono stati raggiunti: proteggiamo la nostra libertà e la nostra democrazia!



Buon 25 Aprile a tutti gli italiani!













22 aprile 2017

Natale di Roma: tra storia e mito


Il 21 Aprile ricorre il Natale di Roma (Dies Romana o Romaia) ed è una festività laica legata alla fondazione della città. La leggenda tramandata da Varrone narra che Romolo avrebbe fondato Roma il 21 Aprile 753 a.C. e la fissazione di questa data si deve ai calcoli astrologici di Lucio Taruzio, amico di Varrone, da cui parte poi la cronologia romana definita "Ab urbe condita" ("dalla fondazione della città") che contava gli anni a partire proprio dalla data di fondazione.


Il metodo di calcolo proposto da Varrone prevalse su tutti gli altri e il primo a celebrare l'anniversario della città di Roma fu l'imperatore Claudio nel 47 (ottocento anni dopo la data presunta di fondazione).
Nel 147 Antonio Pio diede vita ad una celebrazione simile e nel 248 Filippo L'Arabo celebrò il primo millennio di Roma insieme ai Ludi Seculares (Giochi Secolari, celebrati ogni cento anni) in quanto la città compiva dieci secoli. Sono anche pervenute alcune monete che celebrano l'evento e su una del pretendente al trono Pacaziano si legge "1001", mettendo in luce come i cittadini dell'Impero romano sapevano di essere all'inizio di un "Saeculum Novum", in una nuova era.


Quando l'Impero divenne cristiano questa immagine millenaria venne usata in un senso più metafisico. Con la diffusione e l'adozione della religione cristiana come religione di Stato, con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, le migrazione e le conquiste da parte dei Barbari, scomparvero molti degli usi, costumi, delle tradizioni e delle festività della città di Roma.
Alcune di queste furono riprese dagli umanisti, ma fu solo con l'avvento del Risorgimento che venne ripristinata la tradizionale celebrazione del Natale di Roma. I mazziniani, i garibaldini e alcuni liberali festeggiarono l'evento nella primavera del 1849, quando Roma, dopo aver rovesciato il potere temporale del Papa e divenuta Repubblica libera, lottava per la sopravvivenza. Inoltre, si racconta di un pasto ai Fori con brindisi dei rivoluzionari stessi per festeggiare la fondazione da parte di Romolo e la liberazione dal papato.

Qualche decennio dopo, Benito Mussolini il 3 Aprile 1921, durante un discorso pronunciato a Bologna, proclamò l'anniversario della fondazione di Roma come festa ufficiale del Fascismo e Antonio Gramsci vide questa decisione come il tentativo da parte del regime fascista di naturalizzare il proprio ruolo nella storia italiana attraverso la rivendicazione delle origini romane. I rappresentanti delle due forze politiche (Associazione Nazionale Italiana e Partito Nazionale Fascista), i quali il 16 Marzo 1923 firmarono il documento che sancì la fusione Nazionalfascista, stabilirono di celebrare l'accordo unitario con l'apposizione di un manifesto contenente l'appello dell'Unità nazionale da affiggere in tutte le città italiane nelle serata della vigilia del Natale di Roma: il 20 Aprile. Il 19 Aprile venne approvato dal Consiglio dei ministri un decreto-legge proposto dallo stesso Mussolini che aboliva la festività del 1° Maggio e fissava la festa dei lavoratori al 21 Aprile. Questa fu la prima celebrazione istituita dal governo fascista, che dal 21 Aprile 1924 divenne festa nazionale, chiamata "Natale di Roma - Festa del Lavoro". Tale decreto venne abrogato nel 1945 ripristinando la festa dei lavoratori al 1° Maggio e limitando la festività del Natale di Roma nella sola Capitale.






Tutt'oggi questa ricorrenza viene festeggiata con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.
Oggi sono 2770 anni dalla sua fondazione, sono 2770 anni di storia e sono 2770 anni che questa città incanta...


                                Buon Compleanno Roma!!!