03 maggio 2021

Il peso delle parole



Dopo il monologo di Amedeo e Pio, andato in onda venerdì sera, ho pensato di scrivere un post che è più una riflessione su ciò che è stato detto dai due comici.

Per certi versi ciò che dicono non è propriamente sbagliato, in quanto l'ironia e soprattutto l'autoironia penso siano una ricchezza, un punto a favore di tutti noi, un modo per rendere più leggera la vita. Quello che non condivido è il fatto di staccare le parole dall'intenzione, cioè è stato detto che il problema non è nella parola in sé, ma nel modo, nell'intenzione in cui viene detta. Per me le due cose non sono distanti, anzi sono legate tra loro, non si può pensare di dire qualcosa senza che questo non abbia un suo peso, una sua conseguenza su chi la ascolta. 

E' vero che quando si parla e dice una cosa dipende da come la si dice, ma certe affermazioni, certe parole, anche se gli si cambia il contesto, l'intenzione, il modo in cui vengono dette avranno sempre un'accezione negativa, discriminatoria e denigratoria. 

Tra gli esempi che hanno fatto è stato quello della parola "terrone", da sempre usata da chi abita nel nord Italia in modo dispregiativo nei confronti di chi abita, o proviene, o ha origini nel Mezzogiorno. Questa parola viene tutt'oggi usata in questo senso e chi abita al sud o chi è originario del sud non credo che la prenda con leggerezza e si fa una risata. I meridionali hanno iniziato ad usarla anche loro come senso di rivalsa nei confronti di chi la usava per discriminare e denigrare, la usano come motivo di orgoglio, ma se la dicono loro, tra di loro, ha un significato, se la dice una persona del nord nei confronti di qualcuno che proviene dal sud ne ha decisamente un altro.

Stesso discorso si può fare per la n* word, tante persone nere la usano tra di loro, ma ciò non toglie che se viene usata da una persona bianca riporta alla luce decenni di schiavitù, di discriminazione, di soprusi, di ingiustizie subite dai neri non solo negli USA, ma anche in Africa nel periodo del colonialismo. Considerando che certe situazioni, per quanto si sia lottato per migliorarle, sono ancora molto evidenti nel mondo di oggi, bisogna continuare a lottare tutti per farsi sentire e per costruire un mondo in cui ci siano meno disuguaglianze tra le persone.

Anche le persone LGBT sono state da sempre additate con parole poco carine, che hanno sempre avuto un significato dispregiativo.

Inoltre, ho letto una riflessione molto importante secondo me: perché non hanno portato l'esempio delle bestemmie? C'è chi dirà, ma quelle sono una mancanza di rispetto verso la religione e a chi crede. Ma negli altri casi non si tratta della stessa cosa? Non si manca di rispetto verso qualcuno quando le si usa?

In sostanza, le parole hanno sempre un peso, non sono slegate all'intenzione, perché quest'ultima può essere anche tra le più positive del mondo, ma ciò non toglie e non si può negare che determinati termini hanno un peso notevole, che possono ferire chi le ascolta, perché sono legati alla loro etimologia, al loro significato, all'uso che se ne è fatto nel tempo, alla loro storia. Tutto questo non lo si può nascondere, non si può pensare di risolvere tutto con l'ironia e l'autoironia, alle volte bisogna pensare molto a cosa si dice, a come lo si dice e a ciò che si dice. 

C'è bisogno di tatto e di rispetto in certi contesti, si può ridere e scherzare su altro, si può fare ironia su tantissime cose e su tantissimi argomenti e prestare attenzione a ciò che si dice non significa limitare la libertà di parola, non significa che non si può dire più nulla, il politically correct non c'entra, c'entra il fatto di ricominciare a dare peso e importanza alle parole. Questo, secondo me, è il fulcro centrale della questione.

Purtroppo, con il passare del tempo, si è persa questa cosa, oggi non si da peso alle parole, al loro significato, si pensa che tutto scivoli adosso e ci si concentra su altro, sugli atteggiamenti, sull'intenzione, sul modo di fare, che sono altrettanto importanti, ci tengo a sottolinearlo, ma credo che siano tutti collegati tra loro. Parole, gesti, intenzioni, comportamenti, hanno un rapporto di correlazione tra loro, non sono distanti o distaccati. Se fosse così si sarebbe incoerenti, prima si dice una cosa, si usano determinati termini e poi si dice l'intenzione non è negativa, mi comportato all'opposto e allora perché non applicare questo anche alle parole?


Credo che tutti noi dovremmo riflettere molto su tutto questo.

25 novembre 2020

25 Novembre tutto l'anno

Oggi è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, è stata istituita dall'Assemblea Generale della Nazioni Unite con la risoluzione n°54/134 del 17 dicembre 1999. La data è stata scelta in memoria dell'assassinio delle sorelle Mirabal avvenuto nella Repubblica Dominicana il 25 Novembre 1960, uccise perché tentarono di contrastare il regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Furono sequestrate dagli agenti del Servizio di informazione militare, stuprate, torturate e strangolate.
L'Assemblea ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare eventi e manifestazioni volte a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema. 

Secondo il rapporto dell'ONU si stima che nel mondo, in media, si verificano 140 femminicidi al giorno, uno ogni 10 minuti.
In Italia:
- ogni 3 giorni una donna viene uccisa;
- ogni 15 minuti una donna subisce violenza da parte di un uomo;
- ogni 15 minuti un uomo violenta una donna;
- più dell'80% dei femminicidi è commesso dal partner, dall'ex partner o da un familiare, quindi da persone che hanno uno stretto contatto con la donna;
-il 74% delle violenze di genere è commesso da italiani.
Nel primo semestre del 2020 i femminicidi sono saliti a 59, rispetto ai 56 dell'anno precedente nello stesso periodo.
Anche nella giornata di oggi, nella giornata contro la violenza sulle donne, ne sono state uccise due.

(Fonte foto Google)


La violenza che le donne subiscono ogni giorno è sia fisica che psicologica, non si manifesta solo con lo stupro, ma anche con le percosse, le parole violente, le mani addosso, il revenge porn, lo stalking: è tutto un insieme di fatti e atti perpetrati dall'uomo nei confronti della donna.
Purtroppo molte di loro non riescono ad uscirne, per paura di denunciare, di non riuscire ad uscirne davvero, per paura che poi lui prima o poi possa trovarle. Spesso non riescono perché la giustizia arriva in ritardo e la violenza portata avanti per anni sfocia nell'ultimo atto ignobile: l'omicidio, anzi femminicidio.
Per fortuna tante altre, moltissime, trovano il coraggio di denunciare, di lottare per la loro libertà. Vengono indirizzate in centri che si occupano di questo tipo di reati, alcune vengono accolte nella case sicure, luoghi segreti in cui le donne che vittime di violenza possono trovare rifugio, e vengono seguite da personale abilitato e preparato sia in ambito psicologico che legale.

(Fonte foto Google)

La nostra è ancora una società molto maschilista, atteggiamenti e parole sono rivolte alle donne da parte degli uomini, ma spesso anche dalle donne stesse. Quante volte ci siamo sentite dire: "dove vai vestita così, sembri una ...", "quel vestito è troppo corto", "quella maglietta è troppo scollata", "non vestirti da uomo", "non vestirti da donna", "sei troppo provocante", "sei frigida", "se l'è cercata"....
Potrei continuare all'infinito, l'elenco è lunghissimo, frasi e parole che ci vengono dette per sminuire e sotterrare ciò che siamo: Donne! Chi le usa tiene ancora un atteggiamento di superiorità e di possesso nei confronti del genere femminile, ha un'idea della donna legata agli anni 50/60, io direi anche al Medioevo, ritiene che ci dovremmo occupare "solo delle nostre cose", non ha un'idea di parità ed eguaglianza di genere.
Gli uomini possessivi e violenti, fisicamente e psicologicamente, fanno male, tappano le ali della libertà, obbligano a non essere noi stesse. Il loro non è amore, è possesso. L'amore non è avere, o voler avere, il controllo assoluto sull'altra persona, l'amore non provoca lividi sulla pelle, non porta alla paura, non ti fa sentire sempre in difetto e inadeguata. L'amore porta gioia, felicità e soprattutto ama la libertà e la rispetta.


(Fonte foto Google)


Se vogliamo davvero migliorare la società, dare una svolta a tutto ciò, quello che dobbiamo fare è cambiare la nostra mentalità, cambiare il nostro modo di vedere le cose. Puntiamo all'uguaglianza di genere e alla parità. 
Educhiamo la società e i nostri figli a questo. 


(Fonte foto Google)


N.B. Per chi avesse bisogno di un aiuto lascio di seguito il numero da chiamare, chi vi risponderà vi aiuterà ad affrontare la situazione, vi sosterrà e vi darà tutte le indicazioni necessarie anche rispondendo a tutte le vostre domande.

Chiama il 1522.