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14 febbraio 2022
San Valentino: le origini
31 ottobre 2021
Halloween: l'Irlanda e i Celti
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03 maggio 2021
Il peso delle parole
Dopo il monologo di Amedeo e Pio, andato in onda venerdì sera, ho pensato di scrivere un post che è più una riflessione su ciò che è stato detto dai due comici.
Per certi versi ciò che dicono non è propriamente sbagliato, in quanto l'ironia e soprattutto l'autoironia penso siano una ricchezza, un punto a favore di tutti noi, un modo per rendere più leggera la vita. Quello che non condivido è il fatto di staccare le parole dall'intenzione, cioè è stato detto che il problema non è nella parola in sé, ma nel modo, nell'intenzione in cui viene detta. Per me le due cose non sono distanti, anzi sono legate tra loro, non si può pensare di dire qualcosa senza che questo non abbia un suo peso, una sua conseguenza su chi la ascolta.
E' vero che quando si parla e dice una cosa dipende da come la si dice, ma certe affermazioni, certe parole, anche se gli si cambia il contesto, l'intenzione, il modo in cui vengono dette avranno sempre un'accezione negativa, discriminatoria e denigratoria.
Tra gli esempi che hanno fatto è stato quello della parola "terrone", da sempre usata da chi abita nel nord Italia in modo dispregiativo nei confronti di chi abita, o proviene, o ha origini nel Mezzogiorno. Questa parola viene tutt'oggi usata in questo senso e chi abita al sud o chi è originario del sud non credo che la prenda con leggerezza e si fa una risata. I meridionali hanno iniziato ad usarla anche loro come senso di rivalsa nei confronti di chi la usava per discriminare e denigrare, la usano come motivo di orgoglio, ma se la dicono loro, tra di loro, ha un significato, se la dice una persona del nord nei confronti di qualcuno che proviene dal sud ne ha decisamente un altro.
Stesso discorso si può fare per la n* word, tante persone nere la usano tra di loro, ma ciò non toglie che se viene usata da una persona bianca riporta alla luce decenni di schiavitù, di discriminazione, di soprusi, di ingiustizie subite dai neri non solo negli USA, ma anche in Africa nel periodo del colonialismo. Considerando che certe situazioni, per quanto si sia lottato per migliorarle, sono ancora molto evidenti nel mondo di oggi, bisogna continuare a lottare tutti per farsi sentire e per costruire un mondo in cui ci siano meno disuguaglianze tra le persone.
Anche le persone LGBT sono state da sempre additate con parole poco carine, che hanno sempre avuto un significato dispregiativo.
Inoltre, ho letto una riflessione molto importante secondo me: perché non hanno portato l'esempio delle bestemmie? C'è chi dirà, ma quelle sono una mancanza di rispetto verso la religione e a chi crede. Ma negli altri casi non si tratta della stessa cosa? Non si manca di rispetto verso qualcuno quando le si usa?
In sostanza, le parole hanno sempre un peso, non sono slegate all'intenzione, perché quest'ultima può essere anche tra le più positive del mondo, ma ciò non toglie e non si può negare che determinati termini hanno un peso notevole, che possono ferire chi le ascolta, perché sono legati alla loro etimologia, al loro significato, all'uso che se ne è fatto nel tempo, alla loro storia. Tutto questo non lo si può nascondere, non si può pensare di risolvere tutto con l'ironia e l'autoironia, alle volte bisogna pensare molto a cosa si dice, a come lo si dice e a ciò che si dice.
C'è bisogno di tatto e di rispetto in certi contesti, si può ridere e scherzare su altro, si può fare ironia su tantissime cose e su tantissimi argomenti e prestare attenzione a ciò che si dice non significa limitare la libertà di parola, non significa che non si può dire più nulla, il politically correct non c'entra, c'entra il fatto di ricominciare a dare peso e importanza alle parole. Questo, secondo me, è il fulcro centrale della questione.
Purtroppo, con il passare del tempo, si è persa questa cosa, oggi non si da peso alle parole, al loro significato, si pensa che tutto scivoli adosso e ci si concentra su altro, sugli atteggiamenti, sull'intenzione, sul modo di fare, che sono altrettanto importanti, ci tengo a sottolinearlo, ma credo che siano tutti collegati tra loro. Parole, gesti, intenzioni, comportamenti, hanno un rapporto di correlazione tra loro, non sono distanti o distaccati. Se fosse così si sarebbe incoerenti, prima si dice una cosa, si usano determinati termini e poi si dice l'intenzione non è negativa, mi comportato all'opposto e allora perché non applicare questo anche alle parole?
Credo che tutti noi dovremmo riflettere molto su tutto questo.
25 novembre 2020
25 Novembre tutto l'anno
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23 novembre 2020
Alla ricerca de " Il soffio sull'anima"
30 ottobre 2020
Halloween: tra leggenda e simboli
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La parola deriva dall'inglese arcaico "All Hallows' Eve" che significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", la vigilia di Ognissanti. Però secondo uno studioso, Renato Cortesi, l'origine andrebbe ricercata nella leggenda di Jack O' Lantern perché in inglese il verbo "scavare" è "to hollow", quindi "hollowing" l'atto di scavare; Jack è condannato a vagare nella notte per tutto il mondo solo con una zucca intagliata con dentro una candela.
HALLOWEEN!
Questa festa è anche molto ricca di simboli che derivano da diverse fonti come i costumi nazionali, le opere letterarie; include temi legati alla morte, al male, all'occulto, ai mostri e il loro sviluppo si è formato nel tempo.
"Trick or treat,smell my feet,give me something good to eat"
02 giugno 2017
2 Giugno 1946: nasce la Repubblica italiana
Negli anni 70, a causa della crisi economica che attanagliava il Paese, per contenere i costi statali e sociali, la Festa della Repubblica fu spostata (con la L. n°54 del 5 Marzo 1977) alla prima domenica di Giugno, che portò, quindi, alla soppressione del giorno festivo collegato ad essa.
Nel 2001, su iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 2 Giugno ha smesso di essere una festa mobile tornando ad essere ufficialmente un giorno festivo e le celebrazioni vennero ricollocate al tradizionale 2 Giugno.
Il cerimoniale della manifestazione che si svolge a Roma prevede la deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria in omaggio al Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica Italiana, dopodiché segue una parata militare lungo via dei Fori Imperiali, che sfila davanti alle alte cariche dello Stato e dei cittadini.
25 maggio 2017
"Di padre in figlia": l'evoluzione dell'emancipazione femminile

11 maggio 2017
La Festa della Mamma: tra religione, fini commerciali e sentimento sociale
- uno commerciale: nel 1956, quando Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, in collaborazione con presidente dell'Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera - Vallecroscia Giacomo Pallanca, prese l'iniziativa di celebrare la festa della mamma al teatro Zeni, poi spostata al Palazzo del Parco.
- uno religioso: il 12 Maggio 1957 don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, ebbe l'idea di celebrare la figura della mamma non nella sua veste sociale o biologica, ma nel suo valore religioso, cristiano e interconfessionale, come punto di incontro e di dialogo tra le varie culture. Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la festa con manifestazioni di carattere religioso e culturale.



































